Programmare: dagli obiettvi del POF alle unità didattiche
1 - La programmazione delle unità didattiche deve essere
pensata in stretta correlazione con la classe
e la fascia di età degli alunni a cui è destinata; del tipo
di Istituto e indirizzo.
2 - Definita l'unità didattica oggetto della
lezione, occorre individuare gli obiettivi
da raggiungere ( in quella classe, di quel certo indirizzo), gli
obiettivi saranno distinti in didattici o cognitivi ed educativi
o metacognitivi. Sia, gli
uni che gli altri saranno specifici della singola disciplina o trasversali
(comuni alle diverse discipline). Così lo sviluppo delle capacità di
analisi e di sintesi (obiettivi didattici), lo sviluppo di una educazione interculturale basata
sul confronto ma anche sul rispetto reciproco ( obiettivo educativo) sono
trasversali a tutte le discipline.
(1)
Gli obiettivi cognitivi ed educativi specifici si desumono dalla programmazione
disciplinare che il docente ha predisposto all'inizio dell'anno
scolastico
dopo avere effettuato un' accurata analisi della situazione
iniziale attraverso prove e/o test atti a rilevare i livelli di partenza.
(2). Gli obiettivi trasversali si desumono dalla programmazione
del Consiglio di classe pure elaborata all'inizio dell' a.s.
Vedi
obiettivi metacognitivi tipici delle discipline giuridiche.
3 -A questo punto si decide il tipo di attività
didattica da svolgere: lezione frontale, partecipata ( lezione durante
la quale il docente interagisce con i discenti), lavori di gruppo,
ricerche ecc.e si tratta una prima parte dell'argomento proposto. La
trattazione si svilupperà in modo differente a seconda del tipo di
attività didattica prescelta. Tuttavia, il docente dovrà , in ogni caso,
chiedersi preliminarmente se gli allievi possiedono i prerequisiti indispensabili
per la comprensione della lezione o per poter svolgere la ricerca o il
lavoro di gruppo proposto. La lezione seguirà una scaletta chiara,
coerente, l'argomento sarà presentato secondo uno sviluppo logico che a
volte sarà opportuno schematizzare alla lavagna in modo che quanto
spiegato sia recepito in modo inequivocabile e immediato. Nei lavori di
gruppo sarà l'insegnante a formare i gruppi tenendo conto delle capacità
e delle attitudini degli
allievi, e in modo tale che il gruppo risulti ben assortito
e le diverse personalità e abilità siano di stimolo reciproco.
Naturalmente il docente coordinerà i lavori fornendo ai gruppi tutto il
supporto necessario. I risultati dell'attività saranno oggetto di
relazioni che i gruppi si scambieranno cosicchè ciascuno potrà usufruire
del lavoro degli altri.
Vedi
gruppi di lavoro.
(1)
La programmazione del docente viene elaborata dopo la riunione del Coordinamento
Disciplinare ( docenti che nello stesso Istituto insegnano la stessa
disciplina) e dopo la programmazione del Consiglio di Classe (docenti
delle diverse discipline che insegnano nella stessa classe).
Vedi
criteri di programmazione
(2)
La programmazione del Consiglio di classe deve a sua volta
tenere conto del Piano
dell’Offerta Formativa.
4 - L'attività didattica dovrà essere supportata da
idonei mezzi e strumenti.
La differenza tra mezzi e strumenti sta nel fatto che
gli strumenti sono qualcosa di specifico e pratico come: libri di testo,
codice, Gazzetta ufficiale, testo di legge, riviste, quotidiani,
videocassette, CD rom, floppy, i mezzi invece sono qualcosa di più
scientifico e duttile: attività di prendere appunti, di leggere documenti
autentici, di rielaborare notizie apprese dai mass media. I mezzi, quindi,
sono strettamente connessi alle strategie
cui il docente ricorre per
conseguire gli obiettivi.
Nel pianificare le lezioni bisognerà individuare , a
seconda dell'argomento di cui trattasi, quali strumenti e mezzi si pensa
di utilizzare.
5 - Infine, occorrerà effettuare le verifiche
per controllare i risultati, scegliendone
la tipologia tra:
-
interrogazione
orale
-
relazione
scritta
-
analisi
di casi concreti
-
tests
(a risposta multipla, vero o falso, a risposta aperta ecc.)
-
tavola
rotonda (alcuni alunni vi
partecipano, altri prendono appunti e chiedono chiarimenti).
-
Il
docente sceglierà il tipo di verifica
che più risulta idonea a valutare i risultati dell'attività
svolta e utilizzerà una griglia di
valutazione più oggettiva possibile.
Griglia di valutazione
6 - Il risultato della verifica potrà essere
soddisfacente o insoddisfacente .Nella prima ipotesi il docente completerà
la trattazione dell'unità didattica, nella seconda ipotesi, preso atto
che qualcosa non ha funzionato nel processo insegnamento-apprendimento,
occorre individuare le cause dell'insuccesso evidenziate dal feed-back ed
effettuare un intervento di consolidamento, di recupero delle nozioni non
assimilate o non correttamente assimilate dagli alunni. (Si tratta degli
interventi di sostegno e
recupero curriculare, da tenere distinti dai recuperi extracurriculari
eventualmente deliberati dal Collegio dei Docenti, e dai recuperi di debiti formativi
che vengono effettuati ad inizio anno scolastico per i casi di promozione
seppure in presenza di insufficienze in qualche disciplina). Colmate le
lacune si procederà al completamento dell'unità didattica.
La rilevazione dei livelli di partenza ed i
prerequisiti correttamente utilizzati consentono di individuare la
possibilità di interruzione prima che si verifichi (feed-forward).
7 - La valutazione è l'ultimo tassello del processo
descritto, strettamente legata alla verifica, può essere formativa o
sommativa. La valutazione formativa
non è finalizzata alla classificazione
del profitto degli studenti ma viene effettuata in itinere (dopo
aver svolto una unità didattica o una parte significativa di essa) come
momento diagnostico ai fini, come sopra si è detto, del recupero o anche
della modifica di quanto programmato. La valutazione
sommativa, invece, viene effettuata alla fine di un modulo (3) o segmento educativo e serve per classificare gli studenti.
Gli strumenti di verifica formativa sono per lo più tests di vario tipo,
la verifica sommativa spesso si avvale dell'interrogazione orale. (4)
Occorrerà tener presente che ogni singola lezione e
perciò l'attività didattica deve mirare all'obiettivo
finale di sviluppare nell'alunno conoscenze,
competenze e abilità come base
anche di futuro apprendimento. Non solo sapere ma saper fare, una
preparazione, perciò, non rigida
e nozionistica ma flessibile e duttile orientata ad un corretto
inserimento nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi.
(3)
Il modulo è una parte di
programma indipendente dalle altre parti, contiene diverse unità
didattiche. Le unità didattiche
sono sequenziali all'interno del modulo.
(4) La valutazione può essere ancora di fine periodo
e di fine anno. La verifica di fine periodo tiene conto dei
risultati delle verifiche sommative e di altri elementi concordati dal
Consiglio di Classe quali: l'impegno, la partecipazione, la progressione
rispetto ai livelli di partenza. Per la valutazione di fine anno, i
Consigli di classe devono verificare se l'alunno ha raggiunto i livelli
minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe
successiva, fissati in sede di programmazione dell'attività didattica.
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