Il clima d'aula
Diversi elementi concorrono a determinare il clima d'aula:
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L'ambiente
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I soggetti
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Le relazioni
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Il contratto formativo
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Le risorse
Ognuno di questi elementi svolge un ruolo nel determinare
situazioni favorevoli o meno di apprendimento. L'ambiente
in cui si lavora, ha la sua influenza sulla predisposizione a ben operare.
L'individuo ha una sua dimensione fisico-corporea da cui provengono
delle richieste che si attendono di essere soddisfatte.Certamente spazi
inadeguati, cattiva illuminazione , rumoro ecc. non favoriscono la
concentrazione e la serenità. Al contrario un ambiente sobrio e gradevole
gratifica e ben predispone alle attività da svolgere. I
soggetti coinvolti docente e alunni, e le relazioni che tra questi
si instaurano caratterizzano un determinato gruppo classe. Ai docenti
capita spesso di dire con quella classe lavoro bene, con quell'altra
classe non riesco a lavorare nello stesso modo. Eppure il docente è lo
stesso, la disciplina d'insegnamento è la stessa, ma cambiano gli alunni e perciò le
relazioni devono essere impostate in modo diverso. La relazione educativa è particolarmente delicata e
complessa, diverse le dimensioni da tenere nella giusta considerazione: la
dimensione intellettuale e cognitiva ma anche quella emotivo-affettiva (i
sentimenti possono essere facilmente esaltati ma anche mortificati), come pure
quella relazionale e sociale ed infine i valori di cui ogni persona è
portatrice. Il docente riveste il ruolo
di chi insegna, cioè facilita, stimola, orienta l'apprendimento ma anche
ascolta e comprende. Il
docente guida l'alunno in situazioni che gli consentono di acquisire
conoscenze, abilità, di vivere delle esperienze con attività di
vario genere, ed ha fiducia in lui, fiducia che riuscirà a dare il meglio
che gli è possibile, anche l'attività che l'alunno svolge a casa è pur
sempre sotto la guida, le indicazioni del docente. Dall'altra
parte c'è l'alunno che per studiare ha bisogno di motivazioni.
Il tipo di motivazione è determinante per il profitto scolastico. Ma se la
motivazione vera e propria, quella intrinseca non può essere imposta, i genitori, gli insegnanti possono
indurre delle motivazioni estrinseche (con stimoli, riconoscimenti) e favorire il processo di
crescita del ragazzo affinchè raggiunga una certa sicurezza di sé, maturi il desiderio di socialità,
di conoscenza, di sperimentazione, si dia cioè un progetto
di vita. Il contratto formativo è
il momento d'incontro tra la proposta formativa del docente e le
aspettative dell'alunno, deve essere definito fin dall'inizio dell'anno scolastico.
L'insegnante
presenta il suo piano di lavoro alla classe evidenziando:
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le finalità, cioè il valore formativo della
disciplina ed il contributo che essa dà al profilo professionale di
cui trattasi;
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gli obiettivi che vuole conseguire con i moduli
che ha scelto;
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il suo metodo di lavoro;
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i criteri che utilizzerà nella valutazione.
Il docente ascolterà tutte le osservazioni degli alunni,
destinatari del suo lavoro, osservazioni che, se valide e
ragionevoli potranno indurlo a modificare il suo programma in modo
che la sua pianificazione possa in quel contesto avere successo. Di fronte
ad osservazioni irragionevoli, il docente saprà come far si che
discuterne possa significare, pure, un momento di crescita.
Le risorse sono il quid che può rendere
tutto più facile, più stimolante e gratificante. Una cosa è studiare
sempre e solamente con il libro di testo, altra cosa è sperimentare una
lezione con l'ausilio di un filmato, con il computer, con il quotidiano,
in laboratorio ecc.
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